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Verso distretti di eccellenza: i cluster regionali ottengono la Certificazione Bronze Label

Nell’ambito delliniziativa “Cluster Excellence”, lanciata dalla Commissione Europea con l’obiettivo di supportare i distretti industriali europei in un processo di confronto, miglioramento e rafforzamento di reti per competere nel  mercato globale, i distretti regionali, supportati da Informest e in collaborazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia hanno ottenuto la certificazione “Bronze Label” dal Segretariato Europeo per l’Analisi dei Cluster (ESCA).

L’ESCA è un network di esperti di distretti industriali di 27 paesi diversi riconosciuto dalla Commissione Europea che ha il compito di valutare le performances e la qualità dei servizi offerti dai distretti industriali attraverso un’attività di benchmarking che da accesso ad un processo di certificazioni da Bronze a Gold Label.shell model

Il Bronze Label è il primo passo per i cluster regionali in un percorso di profondo perfezionamento e revisione delle proprie attività e servizi al fine di migliorarne le performance competitive a livello internazionale. La certificazione, valida per due anni e riconosciuta dalla Commissione Europea, è rilasciata in seguito ad un’approfondita indagine conoscitiva svolta da un consulente di ESCA che sulla base di 36 indicatori di struttura offre una fotografia esauriente e particolareggiata della posizione del cluster. In seguito, i risultati vengono presentati in un report individuale che include consigli e raccomandazioni che iniziano un percorso pluriennale volto al raggiungimento di standard di eccellenza del distretto industriale. 613 cluster localizzati in 35 paesi diversi hanno già ottenuto questa certificazione, creando una rete internazionale di cui i distretti regionali di CLUS3 sono ora parte.

Overview of cluster benchmarking indicators-page1

Il progetto CLUS3, promosso dalla Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili e ricerca – Servizio istruzione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, vede la collaborazione di Informest come curatore della parte tecnica e della stesura della proposta progettuale e come partner locali il Consorzio AREA di Trieste, DITENAVE di Monfalcone, CMB s.c.r.l. di Basovizza, il Polo Tecnologico di Pordenone, il Parco Agroalimentare di San Daniele del Friuli, ASDI Sedia di Manzano e DITEDI di Tavagnacco. Partecipano a CLUS3 anche Czech Invest (Repubblica Ceca), l’Agenzia di Sviluppo Regionale SV-Oltenia (Romania) e l’Instituto de Fomento Regionale di Murcia (Spagna) in qualità di corrispettivi internazionali di Informest. Ciò permette ai cluster regionali di entrare a far parte di un network di distretti d’eccellenza che ne promuove la capacità di integrazione e l’internazionalizzazione. Il percorso iniziato con il lavoro che ha portato alla Certificazione Bronze consentirà loro di rafforzare le proprie capacità gestionali in termini di innovazione, competitività e servizi alle imprese e di essere quindi in grado di competere a livello globale.

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Tecnologie abilitanti

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Cos’ è una tecnologia abilitante?

Le tecnologie abilitanti o KET (dall’inglese Key Enabling Technologies) sono ritenute fondamentali per la crescita e l’occupazione, poiché sviluppano soluzioni o miglioramenti tecnologici attraverso esperienze di ricerca capaci di rivitalizzare il sistema produttivo. Secondo la definizione data dalla Commissione Europea le tecnologie abilitanti sono tecnologie “ad alta intensità di conoscenza e associate a elevata intensità di R&S, a cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati”. In quanto tali hanno rilevanza sistemica perché alimentano il valore della catena del sistema produttivo e hanno la capacità di innovare i processi, i prodotti e i servizi in tutti i settori economici dell’attività umana. Un prodotto basato su una tecnologia abilitante, inoltre, utilizza tecnologie di fabbricazione avanzate e accresce il valore commerciale e sociale di un bene o di un servizio.

Tecnologie abilitanti – un esempio

Un esempio di tecnologia abilitante è la nanotecnologia sviluppata grazie ai moderni strumenti che consentono di visualizzare e manipolare componenti su scala atomica e molecolare e su questa base modificare strutture cellulari o produrre materiali e micro-dispositivi elettromeccanici innovativi di forte impatto per il settore produttivo.

Questioni di policy

Il programma Horizon 2020, sottolineando il ruolo di leadership dell’Unione Europea e in considerazione dell’alto livello di innovazione che le tecnologie abilitanti permettono di ottenere, sostiene e rafforza l’impegno per le KET individuando sei categorie principali (tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate).

Alla luce di ciò il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con l’obiettivo di aumentare la competitività del sistema industriale nazionale, e in linea con il Programma “Industria 2015” del Ministero dello Sviluppo Economico, è impegnato nel finanziamento di interventi che puntino allo sviluppo e all’ utilizzo di tali tecnologie.

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Per saperne di più: E-Procurement

fonte: ResearchItaly

Primo evento pubblico del Progetto CLUS3

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Giovedì 2 ottobre 2014 si è tenuto presso la sede ASDI-Sedia di Manzano il primo incontro pubblico del progetto CLUS3. Il meeting, a cui hanno partecipato rappresentati di Informest, curatore del progetto, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Università degli Studi di Trieste e delle aziende del Distretto della Sedia, è iniziato con la presentazione degli obiettivi e dei risultati del progetto e le tappe intermedie per l’ottenimento degli stessi. Successivamente, sono state descritte le considerazioni e le riflessioni frutto dello studio del mercato del distretto della sedia condotto dagli operatori di Informest negli ultimi mesi. L’analisi, tra le altre cose, espone la catena del valore del distretto, l’evoluzione adattativa che ha coinvolto le imprese negli ultimi anni e, a livello più ampio, le specificità dell’export del mercato nazionale, anche a confronto con i principali competitors europei. Alla presentazione, il cui Power Point è disponibile in allegato, è seguito un momento di confronto con i partecipanti, i quali hanno descritto le sfide passate, le opportunità future e sono entrati nel dettaglio delle possibilità di collaborazione con il Progetto CLUS3.

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Presentazione Power Point: Evento Clus3 2 ottobre 2014

 

S3 – Smart Specialisation Strategy

Una strategia innovativa per la trasformazione economica regionale diventata parte essenziale delle iniziative dell’Europa per aiutare le regioni a uscire dalla recessione e avviare una nuova fase di sviluppo.
Nell’ambito della Politica di Coesione dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020, la Commissione Europea ha stabilito che la Specializzazione Intelligente (Smart Specialisation Strategy – S3) diventi un requisito preliminare (la c.d. condizionalità ex ante) per il supporto degli investimenti in due obiettivi chiave:

  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione.
  • Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’impiego e la qualità delle stesse.

Più in particolare:
le strategie di specializzazione intelligente sono definite come delle agende di trasformazione economica integrate e placebased caratterizzate da cinque elementi fondamentali:

  • Essere focalizzate su alcune priorità.
  • Essere costruite a partire da punti di forza, vantaggi competitivi e potenziali propri della regione di riferimento.
  • Essere riferite ad un concetto ampio di innovazione che coinvolge il settore privato
  • Favorire il pieno coinvolgimento degli stakeholders.
  • Essere evidence-based, basate cioè su risultati effettivi misurabili attraverso i sistemi di monitoraggio e di valutazione che consentano di porre in essere retroazioni e funzionino anche come strumento di apprendimento.

Specializzazione intelligente significa quindi:

  • Identificare le risorse e le caratteristiche peculiari di ogni paese e regione, evidenziarne i vantaggi competitivi e concentrare le risorse e i soggetti coinvolti intorno a una visione del futuro basata sull’eccellenza.
  • Rafforzare i sistemi di innovazione regionali, ottimizzare i flussi di conoscenze e diffondere i vantaggi dell’innovazione nell’intera economia regionale

La Guida Europea della Strategia.

Il Video di presentazione della Strategia:

Utile esempio di Cluster Project

Al link è possibile trovare un progetto esemplificativo che ha coinvolto il settore agroalimentare delle Regioni spagnole di Asturias e Cantabria. Come si può notare, il Progetto prevede una fase di analisi approfondita che verte, tra le altre cose, sulle caratteristiche della filiera produttiva, del territorio che la ospita e sulle relazioni stabilitesi tra le aziende, al fine di individuarne punti di forza e debolezza. Questa fase preparatoria anticipa il processo decisionale mirato alla definizione delle aree di intervento e delle azioni da intraprendere per accogliere le necessità degli imprenditori locali e del Distretto produttivo nel suo insieme. La parte restante dello schema è un utile esempio per capire più a fondo le modifiche e i risultati generati da un progetto simile a quello che coinvolgerà in modo attivo i Distretti Produttivi Partner della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nei prossimi mesi.

Link: Food Gourmet in Asturias and Cantabria

Inoltre, lo European Cluster Observatory è uno strumento prezioso per l’analisi del panorama dei distretti industriali europei. Di seguito, un breve video di presentazione dell’osservatorio:

Il Progetto punto per punto

Logo Cip Project Programma
Il Progetto

Il progetto CLUS3 mira a rafforzare le capacità gestionali dei distretti regionali in termini di innovazione, competitività e servizi alle imprese. Attraverso il progetto i cluster regionali saranno perciò messi nelle condizioni di intraprendere un percorso verso l’eccellenza che metta in condizione il sistema regionale di competere a livello globale. I beneficiari finali dell’iniziativa sono dunque i cluster regionali che avranno l’opportunità di poter accedere ad una formazione ad alto livello nonché entrare a far parte di un network molto esteso di cluster d’eccellenza con i quali poter in futuro gettare le basi per processi di internazionalizzazione e collaborazione.

Attività

  •  Benchmarking della performance del distretto secondo i criteri della CE
  •  Processo di certificazione a due livelli (Bronze e Gold)
  •  Formazione specialistica ai cluster manager tarata sulle esigenze effettive dei distretti regionali, accompagnata da una visita studio presso un cluster di eccellenza europeo.

Perchè partecipare – quali vantaggi

  •  Le attività del progetto intendono dare un forte impulso allo sviluppo di una visione comune del distretto e della filiera della sedia;
  •  Vogliamo rafforzare la collaborazione tra tutti i soggetti, pubblici e privati, che operano nel distretto: è necessario avere una visione condiviso e sviluppare una fiducia reciproca;
  •  Creare presupposti per collaborazioni effettive e concrete tra aziende, istituzioni e organismi di supporto;
  •  Rafforzare la competitività del distretto e il suo posizionamento sul mercato globale identificando nicchie strategiche dove far valere le proprie potenzialità.

Come collaborare

Il vostro supporto e contributo è essenziale: il progetto non agisce secondo una strategia calata dall’alto ma vuole creare con le aziende la strategia più adatta ai loro scopi e bisogni. Per questo è necessario un lavoro di squadra in cui tutti i soggetti siano ugualmente coinvolte al fine di addivenire a scelte condivise. L’impegno sarà tanto limitato quanto efficace. Infatti, con il progetto CLUS3, chiediamo alle aziende solo di:

  •  Partecipare a 3 Incontri pubblici in cui discutere insieme sui problemi comuni, le possibili opzioni e le azioni da intraprendere.
  •  Essere disponibili ad incontrare il team di progetto per una breve intervista.