Archivio mensile:ottobre 2014

Tecnologie abilitanti

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Cos’ è una tecnologia abilitante?

Le tecnologie abilitanti o KET (dall’inglese Key Enabling Technologies) sono ritenute fondamentali per la crescita e l’occupazione, poiché sviluppano soluzioni o miglioramenti tecnologici attraverso esperienze di ricerca capaci di rivitalizzare il sistema produttivo. Secondo la definizione data dalla Commissione Europea le tecnologie abilitanti sono tecnologie “ad alta intensità di conoscenza e associate a elevata intensità di R&S, a cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati”. In quanto tali hanno rilevanza sistemica perché alimentano il valore della catena del sistema produttivo e hanno la capacità di innovare i processi, i prodotti e i servizi in tutti i settori economici dell’attività umana. Un prodotto basato su una tecnologia abilitante, inoltre, utilizza tecnologie di fabbricazione avanzate e accresce il valore commerciale e sociale di un bene o di un servizio.

Tecnologie abilitanti – un esempio

Un esempio di tecnologia abilitante è la nanotecnologia sviluppata grazie ai moderni strumenti che consentono di visualizzare e manipolare componenti su scala atomica e molecolare e su questa base modificare strutture cellulari o produrre materiali e micro-dispositivi elettromeccanici innovativi di forte impatto per il settore produttivo.

Questioni di policy

Il programma Horizon 2020, sottolineando il ruolo di leadership dell’Unione Europea e in considerazione dell’alto livello di innovazione che le tecnologie abilitanti permettono di ottenere, sostiene e rafforza l’impegno per le KET individuando sei categorie principali (tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione e trasformazione avanzate).

Alla luce di ciò il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con l’obiettivo di aumentare la competitività del sistema industriale nazionale, e in linea con il Programma “Industria 2015” del Ministero dello Sviluppo Economico, è impegnato nel finanziamento di interventi che puntino allo sviluppo e all’ utilizzo di tali tecnologie.

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Per saperne di più: E-Procurement

fonte: ResearchItaly

Primo evento pubblico del Progetto CLUS3

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Giovedì 2 ottobre 2014 si è tenuto presso la sede ASDI-Sedia di Manzano il primo incontro pubblico del progetto CLUS3. Il meeting, a cui hanno partecipato rappresentati di Informest, curatore del progetto, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dell’Università degli Studi di Trieste e delle aziende del Distretto della Sedia, è iniziato con la presentazione degli obiettivi e dei risultati del progetto e le tappe intermedie per l’ottenimento degli stessi. Successivamente, sono state descritte le considerazioni e le riflessioni frutto dello studio del mercato del distretto della sedia condotto dagli operatori di Informest negli ultimi mesi. L’analisi, tra le altre cose, espone la catena del valore del distretto, l’evoluzione adattativa che ha coinvolto le imprese negli ultimi anni e, a livello più ampio, le specificità dell’export del mercato nazionale, anche a confronto con i principali competitors europei. Alla presentazione, il cui Power Point è disponibile in allegato, è seguito un momento di confronto con i partecipanti, i quali hanno descritto le sfide passate, le opportunità future e sono entrati nel dettaglio delle possibilità di collaborazione con il Progetto CLUS3.

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Presentazione Power Point: Evento Clus3 2 ottobre 2014

 

S3 – Smart Specialisation Strategy

Una strategia innovativa per la trasformazione economica regionale diventata parte essenziale delle iniziative dell’Europa per aiutare le regioni a uscire dalla recessione e avviare una nuova fase di sviluppo.
Nell’ambito della Politica di Coesione dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020, la Commissione Europea ha stabilito che la Specializzazione Intelligente (Smart Specialisation Strategy – S3) diventi un requisito preliminare (la c.d. condizionalità ex ante) per il supporto degli investimenti in due obiettivi chiave:

  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione.
  • Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’impiego e la qualità delle stesse.

Più in particolare:
le strategie di specializzazione intelligente sono definite come delle agende di trasformazione economica integrate e placebased caratterizzate da cinque elementi fondamentali:

  • Essere focalizzate su alcune priorità.
  • Essere costruite a partire da punti di forza, vantaggi competitivi e potenziali propri della regione di riferimento.
  • Essere riferite ad un concetto ampio di innovazione che coinvolge il settore privato
  • Favorire il pieno coinvolgimento degli stakeholders.
  • Essere evidence-based, basate cioè su risultati effettivi misurabili attraverso i sistemi di monitoraggio e di valutazione che consentano di porre in essere retroazioni e funzionino anche come strumento di apprendimento.

Specializzazione intelligente significa quindi:

  • Identificare le risorse e le caratteristiche peculiari di ogni paese e regione, evidenziarne i vantaggi competitivi e concentrare le risorse e i soggetti coinvolti intorno a una visione del futuro basata sull’eccellenza.
  • Rafforzare i sistemi di innovazione regionali, ottimizzare i flussi di conoscenze e diffondere i vantaggi dell’innovazione nell’intera economia regionale

La Guida Europea della Strategia.

Il Video di presentazione della Strategia: